Nel 2025 il panorama della cybersecurity in Italia mostra un’evoluzione particolarmente critica, con un incremento significativo degli attacchi informatici e un impatto rilevante sul settore sanitario. Secondo i dati presentati durante il convegno “AI & Cybersecurity in Sanità: orizzonti strategici e impatti verticali”, promosso da Confassociazioni Digital, gli attacchi cyber nel nostro Paese sono cresciuti del 42% rispetto all’anno precedente.
Analizzando il periodo 2021-2025, sono stati registrati complessivamente 1.432 incidenti informatici gravi che hanno coinvolto realtà italiane. Di questi, ben 507 si sono verificati nel solo 2025, pari al 35% del totale, evidenziando un’accelerazione rispetto ai 310 casi del 2023 e ai 357 del 2024. A livello globale, l’Italia rappresenta il 9,6% degli incidenti, confermandosi tra i Paesi più esposti.
Oltre all’aumento della frequenza, cresce anche l’impatto degli attacchi: la severity media per singolo evento è aumentata del 9% rispetto al 2024, indicando danni più rilevanti per le organizzazioni colpite. Tra i settori maggiormente esposti figura la sanità, che nel 2025 rappresenta il 10,6% delle "vittime" e registra un incremento degli incidenti del 19% su base annua. Più colpiti risultano solo i comparti governativo e militare (12,2%), mentre anche il manifatturiero mostra una forte crescita degli attacchi a livello globale.
Parallelamente, il convegno ha messo in luce il ruolo sempre più centrale dell’intelligenza artificiale nella trasformazione del sistema sanitario. Una survey nazionale evidenzia come il 77% dei professionisti utilizzi già strumenti di AI nella pratica clinica quotidiana. Inoltre, tra il 76% e l’83% degli intervistati prevede che queste tecnologie avranno un impatto significativo sul lavoro nei prossimi cinque anni.
Le principali applicazioni riguardano la personalizzazione dei piani terapeutici, la gestione dei farmaci e l’analisi avanzata dei dati clinici. Tuttavia, l’adozione dell’AI presenta ancora alcune criticità, tra cui la complessità degli strumenti, la carenza di competenze digitali e le difficoltà di integrazione con le infrastrutture esistenti.
Come sottolineato da Andrea Violetti, presidente di Confassociazioni Digital, l’innovazione tecnologica in sanità rappresenta non solo una sfida tecnica, ma anche etica, soprattutto in un contesto caratterizzato da risorse limitate e crescente domanda di assistenza. Sulla stessa linea, Angelo Deiana, presidente di Confassociazioni, evidenzia la necessità di rafforzare la collaborazione tra istituzioni, imprese e comunità scientifica, attraverso regole chiare, investimenti mirati e una visione strategica condivisa.
Alla luce di questi dati, emerge con forza l’urgenza di potenziare le misure di prevenzione e protezione. L’aumento degli attacchi e la crescente digitalizzazione della sanità rendono indispensabile un approccio sistemico che integri innovazione tecnologica, sicurezza informatica e formazione, per garantire la sostenibilità e la resilienza del sistema sanitario nel lungo periodo.