AstraZeneca rafforza il proprio impegno nella ricerca italiana con un piano di investimenti da 66,2 milioni di euro nell’arco dei prossimi tre anni. Il programma, rivolto alla ricerca clinica e all’innovazione, punta a sostenere la competitività del sistema italiano e a consolidare il ruolo del Paese nell’ambito delle Life Sciences.
L’iniziativa, annunciata il 29 settembre al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, prevede anche un cofinanziamento di 20 milioni di euro da parte del Fondo per la ricerca e lo sviluppo industriale e biomedico del Mimit, attraverso la Fondazione Tech e Biomedical. Il progetto interesserà oltre 200 centri di ricerca, istituti e strutture sanitarie distribuiti sul territorio nazionale.
L’annuncio è arrivato nel corso di un incontro con la stampa a Palazzo Piacentini, alla presenza del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, dell’ambasciatore del Regno Unito in Italia e San Marino Stephen Hickey, del direttore generale dell’Ausl di Modena Mattia Altini e di Ruud Dobber, vice presidente esecutivo e presidente della BioPharmaceuticals Business Unit di AstraZeneca. Hanno partecipato inoltre Antonio Gasbarrini, direttore scientifico della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Irccs, Cinzia Marchese, presidente della Fondazione Tech e Biomedical, e Guido Rasi, coordinatore del tavolo di lavoro in materia di ricerca clinica del Ministero della Salute.
La componente principale del piano riguarda la ricerca clinica. Nel corso del triennio è previsto l’avvio di 71 nuovi studi clinici registrativi, realizzati insieme ad Alexion, azienda del gruppo AstraZeneca. Nel dettaglio, 52 studi riguarderanno molecole AstraZeneca e 19 molecole Alexion, per un investimento complessivo di 48 milioni di euro.
A questi si aggiungono 12 milioni di euro destinati a 24 nuovi studi osservazionali e di Real World Evidence, mentre 5 milioni di euro saranno dedicati alla ricerca indipendente e 1,2 milioni allo sviluppo di soluzioni di digital health.
Il programma consentirà inoltre ai pazienti eleggibili di accedere a percorsi di sviluppo di nuove terapie, contribuendo al tempo stesso a rafforzare la presenza dei centri italiani all’interno delle reti internazionali di ricerca clinica.
L’investimento si inserisce in uno scenario internazionale caratterizzato da una crescente competizione nel settore farmaceutico, con Stati Uniti e Cina sempre più centrali nello sviluppo e nel mercato dei farmaci, mentre l’Europa è chiamata a rafforzare la propria capacità di innovazione e produzione.
Secondo le stime di AstraZeneca, il programma potrebbe generare un impatto economico complessivo di circa 180 milioni di euro sul Pil italiano e determinare un potenziale risparmio di circa 225 milioni di euro per il Servizio Sanitario Nazionale.
Le ricadute attese non riguardano quindi esclusivamente la ricerca clinica, ma anche l’innovazione tecnologica, la sostenibilità del SSN, la crescita del sistema economico e lo sviluppo di nuove filiere nell’ecosistema italiano delle Life Sciences.
AstraZeneca si è aggiudicata l’Avviso Pubblico sui progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nel settore biomedico, promosso dalla Fondazione Tech e Biomedical nell’ambito del Fondo per la ricerca e lo sviluppo industriale e biomedico del Mimit.
«La sfida è trasformare l’eccellenza della ricerca in capacità industriale e crescita per il Paese», ha sottolineato Cinzia Marchese, presidente della Fondazione Tech e Biomedical. L’obiettivo è creare una sinergia tra ricerca traslazionale e sviluppo industriale, utilizzando le tecnologie come leva per favorire la crescita di startup, medie imprese e realtà strutturate, attraverso un network integrato di competenze.
Nel complesso, il piano configura un investimento articolato tra ricerca clinica, studi osservazionali, Real World Evidence, ricerca indipendente e digital health, con l'obiettivo di valorizzare le competenze presenti sul territorio e rafforzare il posizionamento dell'Italia nelle reti internazionali dell'innovazione biomedica.
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