Le donne italiane si confermano protagoniste di un approccio più maturo e competente nella gestione della salute quotidiana, tra automedicazione responsabile e uso consapevole delle nuove tecnologie. È quanto emerge dal rapporto “Donne e automedicazione responsabile”, presentato a Roma da Assosalute, l’associazione nazionale farmaci di automedicazione parte di Federchimica, in collaborazione con Censis.
Secondo i dati, il 93,9% delle donne ha sperimentato almeno un disturbo lieve nell’ultimo anno e oltre il 75% almeno due, una percentuale superiore a quella maschile. Tuttavia, questa maggiore esposizione non si traduce in fragilità, bensì in maggiore esperienza e capacità di gestione.
Le donne dimostrano infatti un’attenzione più elevata nell’utilizzo dei farmaci da banco:
il 93% legge il foglietto illustrativo
il 90,3% controlla le scadenze
l’88,2% consulta il medico se i sintomi persistono
Inoltre, sono spesso il punto di riferimento sanitario per l’intero nucleo familiare, interfacciandosi con farmacisti e medici di medicina generale.
Intelligenza artificiale: uso diffuso, ma con prudenza
Sul fronte tecnologico, il 47,5% delle donne utilizza strumenti di intelligenza artificiale per informarsi sulla salute, seppur con minore frequenza rispetto agli uomini (51,9%). La differenza più significativa riguarda però il livello di fiducia: il 64% delle donne si fida dell’AI contro il 76,7% degli uomini.
Questo gap riflette un approccio più critico e selettivo: l’AI viene utilizzata come supporto informativo, ma sempre integrata con il parere di professionisti sanitari. Un comportamento che rappresenta una forma evoluta di empowerment sanitario, basata su autonomia decisionale e responsabilità.
“Le donne sono oggi protagoniste di un modello evoluto di gestione della salute: più esposte ai disturbi, ma anche più responsabili”, ha dichiarato Michele Albero. “L’automedicazione, se correttamente utilizzata, è uno strumento cruciale per la salute quotidiana e per esercitare in modo consapevole la propria autonomia”.
Implicazioni per il settore pharma
I dati evidenziano un cambiamento culturale rilevante per il settore healthcare e pharma: cresce la domanda di informazione qualificata, strumenti digitali affidabili e percorsi di educazione sanitaria. Le donne emergono come interlocutrici centrali, capaci di integrare innovazione e prudenza, ridefinendo il concetto stesso di patient journey. Per le aziende del comparto, ciò implica la necessità di sviluppare soluzioni sempre più orientate alla trasparenza, all’empowerment del paziente e all’integrazione tra canali tradizionali e digitali.