Novo amplia il proprio impegno nell’area dell’obesità attraverso una nuova operazione di licensing con Jiangsu Hengrui Pharmaceuticals. L’intesa riguarda HRS-1596, un candidato terapeutico basato sull’azione combinata sui recettori GLP-1 e GIP, destinato allo sviluppo nel trattamento dell’obesità e del diabete di tipo 2.
L’operazione potrebbe avere un valore complessivo fino a 2,6 miliardi di dollari, rafforzando la presenza del gruppo danese nel segmento delle terapie per il controllo del peso e, in particolare, nello sviluppo di soluzioni somministrabili per via orale.
In base ai termini dell’intesa, Novo corrisponderà inizialmente a Hengrui 300 milioni di dollari. A questa cifra potranno aggiungersi ulteriori pagamenti, fino a 2,3 miliardi di dollari, subordinati al raggiungimento di specifici obiettivi legati allo sviluppo del farmaco, all’iter regolatorio e ai risultati commerciali. L’accordo prevede inoltre il pagamento di royalties sulle vendite.
Novo acquisirà i diritti esclusivi a livello globale per lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di HRS-1596, fatta eccezione per Cina continentale, Hong Kong, Macao e Taiwan, che restano esclusi dal perimetro dell’operazione.
HRS-1596 si prepara a entrare negli studi clinici di fase 1. Tra gli elementi di maggiore interesse del candidato c’è la possibilità di una somministrazione orale una volta alla settimana, caratteristica che potrebbe rappresentare un elemento distintivo nel panorama delle terapie contro l’obesità.
Il farmaco agisce simultaneamente sui recettori GLP-1 e GIP e punta a intervenire sia sulla riduzione del peso sia sul controllo della glicemia. Il meccanismo d’azione comprende la diminuzione dell’appetito, la stimolazione della secrezione di insulina e il miglioramento della sensibilità insulinica.
Hengrui ha già ottenuto in Cina l’autorizzazione ad avviare studi di fase 1 per valutare il candidato sia nell’ambito del controllo del peso sia nel diabete di tipo 2.
Per Novo l'accordo rappresenta un ulteriore passo nel rafforzamento della pipeline di trattamenti orali, l’operazione evidenzia inoltre il crescente interesse delle grandi aziende farmaceutiche occidentali nei confronti della ricerca e dell’innovazione sviluppate in Cina. Secondo dati riportati da Reuters, sono infatti quasi 250 i candidati appartenenti alla classe dei GLP-1 attualmente in sviluppo nel Paese.
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