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Eli Lilly and Company punta sui vaccini: oltre 3,8 miliardi di dollari per rafforzare la strategia nelle malattie infettive

27 maggio 2026

Eli Lilly and Company accelera il proprio posizionamento nell’ambito dei vaccini e delle malattie infettive attraverso tre acquisizioni strategiche che, tra pagamenti iniziali e milestone cliniche, regolatorie e commerciali, potrebbero superare complessivamente i 3,8 miliardi di dollari. Le operazioni coinvolgono le biotech Curevo, LimmaTech Biologics e Vaccine Company.

L’iniziativa rappresenta un passaggio rilevante nell’evoluzione della strategia di Lilly, storicamente concentrata su diabete, obesità e neuroscienze, ma oggi sempre più orientata verso la prevenzione delle patologie infettive. Daniel Skovronsky, presidente di Lilly Research Laboratories, ha spiegato che l’obiettivo del gruppo è intervenire all’origine della malattia, anticipandone l’insorgenza.

L’operazione di maggior valore economico riguarda Curevo, che potrebbe ottenere fino a 1,5 miliardi di dollari grazie allo sviluppo di amezosvatein (CRV-101), candidato vaccino contro l’herpes zoster.

Il prodotto è progettato per attivare la risposta immunitaria contro il virus varicella-zoster, responsabile della riattivazione dell’infezione. I risultati clinici raccolti finora hanno evidenziato dati incoraggianti sul fronte dell’immunogenicità e della tollerabilità.

L’interesse di Lilly non si limita però alla sola prevenzione dell’herpes zoster. Negli ultimi anni, numerose evidenze scientifiche hanno suggerito un’associazione tra l’infezione e un incremento del rischio di ictus e deterioramento cognitivo. Alcuni studi epidemiologici indicano inoltre che la vaccinazione anti-zoster potrebbe contribuire a ridurre il rischio di demenza.

La seconda acquisizione interessa LimmaTech Biologics, società impegnata nello sviluppo di vaccini destinati a contrastare batteri associati alla crescente resistenza agli antibiotici. Il valore potenziale dell’accordo arriva fino a 780 milioni di dollari.

La pipeline dell’azienda comprende programmi vaccinali sperimentali contro staphylococcus aureus infection, gonorrhea e chlamydia.

La tecnologia sviluppata da LimmaTech punta a generare una risposta immunitaria estesa e persistente contro tossine e superantigeni batterici, elementi considerati centrali nei meccanismi di patogenicità.

Secondo Lilly, questi programmi potrebbero avere ricadute importanti anche nell’ambito della salute femminile, considerando che infezioni come clamidia e gonorrea possono determinare infertilità e complicanze ginecologiche nel lungo periodo.

La terza acquisizione riguarda Vaccine Company, in un’operazione dal valore potenziale fino a 1,55 miliardi di dollari.

La biotech sta lavorando a una piattaforma basata su nanoparticelle in vivo (IVN), concepita per superare alcuni limiti produttivi tipici dei vaccini VLP (virus-like particles). La tecnologia mira a rendere la produzione vaccinale più rapida, scalabile e flessibile.

Il progetto principale dell’azienda è un vaccino multivalente a cinque antigeni contro il virus di Epstein-Barr (EBV), agente patogeno associato a tumori ematologici e solidi e alla sclerosi multipla.

Negli ultimi anni, diversi studi hanno infatti rafforzato l’ipotesi di un collegamento tra infezione da EBV e sviluppo della sclerosi multipla, aprendo nuove prospettive preventive anche in neurologia.

Con queste tre acquisizioni, Lilly punta a costruire una presenza integrata nel settore delle malattie infettive, combinando vaccini di nuova generazione, piattaforme tecnologiche avanzate e approcci preventivi rivolti a patologie che possono manifestare conseguenze croniche anche a distanza di molti anni.

Skovronsky ha sottolineato come esistano ormai numerose evidenze che collegano infezioni comuni allo sviluppo successivo di altre malattie. Parallelamente, la crescente resistenza antimicrobica sta riducendo l’efficacia delle terapie disponibili, rafforzando il ruolo dei vaccini come strumento centrale di prevenzione.

Per Lilly, la strategia vaccinale potrebbe quindi estendersi oltre le tradizionali malattie infettive, coinvolgendo aree terapeutiche come neurologia, cardiovascolare, oncologia e medicina della longevità.


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