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Doc Pharma celebra 30 anni: equivalenti, filiera italiana e sostenibilità al centro della crescita

29 maggio 2026

Garantire un accesso più ampio alle cure, sostenere la tenuta del Servizio Sanitario Nazionale e valorizzare una filiera produttiva radicata in Italia e in Europa. Sono questi i temi che hanno caratterizzato l’evento istituzionale organizzato a Roma da Doc Pharma per celebrare i 30 anni di attività dell’azienda.

L’anniversario rappresenta per il gruppo non soltanto un momento celebrativo, ma anche l’avvio di una nuova fase di sviluppo. L’azienda guarda infatti al futuro con l’obiettivo di rafforzare il proprio ruolo di piattaforma farmaceutica italiana, integrando l’esperienza maturata nel settore dei farmaci equivalenti con nuove competenze e un ampliamento della presenza nel sistema salute.

Fondata nel 1996, negli anni in cui il farmaco equivalente iniziava a svilupparsi nel mercato italiano, Doc Pharma ha accompagnato l’evoluzione di questo comparto fino a renderlo una componente centrale per la sostenibilità del SSN. Secondo quanto evidenziato dall’azienda, il farmaco equivalente rappresenta oggi uno strumento fondamentale per coniugare qualità delle cure e sostenibilità economica, soprattutto in uno scenario caratterizzato dall’invecchiamento della popolazione, dall’aumento delle patologie croniche e dalla necessità di assicurare continuità terapeutica in presenza di risorse limitate.

In questi trent’anni il farmaco equivalente ha dimostrato di essere una leva fondamentale per la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale”, ha dichiarato Riccardo Zagaria, Ceo di Doc Pharma. “Non si tratta solo di un tema di prezzo, ma della possibilità concreta di garantire a un numero maggiore di cittadini l’accesso a farmaci di qualità, sicuri ed efficaci, liberando al contempo risorse per l’innovazione e per rispondere ai nuovi bisogni di salute”.

Secondo Zagaria, Doc Pharma ha contribuito nel tempo a consolidare nel Paese una cultura del farmaco equivalente basata su fiducia, qualità e responsabilità, fino a diventare un esempio di eccellenza del Made in Italy farmaceutico.

La solidità della filiera rappresenta uno degli elementi centrali della strategia aziendale. Attualmente il 70% della fornitura proviene da 48 siti produttivi italiani, mentre il 28% arriva da 61 stabilimenti europei; soltanto il 2% è legato a 11 siti extraeuropei.

Oggi il tema della filiera è centrale”, ha aggiunto Zagaria. “Poter contare su una rete produttiva fortemente radicata in Italia e in Europa significa rafforzare qualità, continuità terapeutica e sicurezza degli approvvigionamenti”.

Nel corso degli anni Doc Pharma è cresciuta fino a diventare una delle principali realtà del mercato italiano dei farmaci equivalenti. Nel 2025 l’azienda ha registrato un fatturato pari a 350 milioni di euro, risultando la seconda azienda per fatturato nel comparto degli equivalenti in Italia e la quinta realtà del retail farmaceutico nazionale.

Il portafoglio aziendale mantiene una forte connessione con la storia del gruppo: il 70% è costituito da farmaci equivalenti, mentre il restante 30% comprende prodotti branded e Otc. Una distribuzione che conferma il ruolo centrale degli equivalenti, ma che testimonia anche un progressivo ampliamento dell’offerta nel mercato della salute.

Questo percorso di evoluzione è stato accompagnato dal passaggio da Doc Generici a Doc Pharma. Il cambio di denominazione, precisa l’azienda, non rappresenta un allontanamento dal settore degli equivalenti, che continua a essere il nucleo dell’identità aziendale, ma piuttosto l’estensione di una cultura dell’accesso alla salute maturata in trent’anni di attività.

La stessa impostazione che ha sostenuto la crescita nel comparto degli equivalenti orienta oggi lo sviluppo in nuove aree terapeutiche e nei segmenti branded e Otc, con l’obiettivo di rispondere a bisogni sanitari sempre più complessi e rafforzare il contributo dell’azienda al sistema sanitario.

La direzione resta quella che ha accompagnato Doc Pharma sin dalla sua nascita: rendere l’accesso alla salute sempre più concreto e sostenibile, contribuendo alla qualità delle cure, alla continuità terapeutica e alla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale.


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