La multinazionale farmaceutica giapponese accelera la strategia sul mercato indiano, considerato sempre più centrale per lo sviluppo e il lancio di farmaci innovativi.
Takeda Pharmaceutical sta valutando di avviare trial clinici direttamente in India, con l’obiettivo di velocizzare l’immissione in commercio dei propri farmaci innovativi nel Paese e rafforzare la presenza sul mercato globale. A comunicarlo è stata Annapurna Das, a capo delle operazioni indiane dell’azienda.
La decisione riflette un momento di grande fermento per il settore farmaceutico indiano, spinto dalla crescita del mercato interno, dalla diversità genetica della popolazione, dalla convenienza economica e dallo sviluppo della rete ospedaliera. Secondo le stime di Grand View Research, l’industria delle ricerche cliniche in India potrebbe superare i 2 miliardi di dollari entro il 2030.
«L’India è un mercato strategico per la crescita di Takeda e stiamo investendo in modo significativo nel lungo periodo, puntando su innovazione e sviluppo delle competenze locali», ha dichiarato Das. In quest’ottica, l’azienda sta intensificando le collaborazioni con università, strutture sanitarie e tech company del territorio, con l’intenzione di integrare le capacità di ricerca e sviluppo indiane nella pipeline globale di Takeda.
Le aree terapeutiche al centro della strategia includono oncologia, neuroscienze, gastroenterologia e malattie infiammatorie. Tra i prossimi lanci previsti, spicca un nuovo farmaco per il cancro al polmone atteso entro fine anno, seguito da ulteriori terapie oncologiche nei prossimi due-tre anni.
Takeda è anche in attesa dell’autorizzazione da parte dell’autorità regolatoria indiana per un vaccino contro la dengue, sviluppato in collaborazione con l’azienda locale Biological E. Ltd. Un passo che potrebbe rappresentare un punto di svolta per l’accesso a vaccini innovativi in un Paese altamente esposto a questa malattia virale.
Parallelamente, l’azienda ha rafforzato la propria infrastruttura tecnologica inaugurando a inizio 2025 un nuovo centro di innovazione digitale a Bengaluru, nota come la “Silicon Valley” indiana. Il polo, attualmente composto da 500 specialisti, è destinato a crescere fino a circa 750 professionisti attivi nei campi dell’intelligenza artificiale, data science, ingegneria e design.
Con queste azioni, Takeda conferma l’intenzione di radicarsi in maniera profonda nel tessuto industriale e scientifico indiano, puntando su sinergie locali per accelerare l’accesso globale a cure d’avanguardia.
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