Il gruppo farmaceutico svizzero Roche ha annunciato l’acquisizione della biotech californiana 89bio, specializzata in malattie epatiche e cardiovascolari. L’accordo prevede un pagamento iniziale di 2,4 miliardi di dollari, con la possibilità di ulteriori versamenti che potrebbero portare l’esborso complessivo a 3,5 miliardi. La chiusura della transazione è attesa entro la fine del 2025.
Con questa operazione Roche integra nel proprio portafoglio pegozafermin, un analogo FGF21 sviluppato da 89bio attraverso una tecnologia di glicazione-pegilazione. Il farmaco è in fase 3 di sperimentazione clinica per il trattamento della steatoepatite associata a disfunzione metabolica (Mash), patologia epatica progressiva correlata a obesità e diabete di tipo 2.
Pegozafermin viene testato su pazienti con Mash moderata-severa (fibrosi F2-F3) e in fase cirrotica (F4). Grazie alla combinazione di effetti antifibrotici e antinfiammatori, mostra un profilo di tollerabilità promettente. Roche punta a svilupparlo non solo come trattamento diretto per la Mash, ma anche in combinazione con altri programmi in ambito cardiovascolare, renale e metabolico (Cvrm).
L’acquisizione rafforza la strategia a lungo termine sulle malattie cardiovascolari, renali e metaboliche, settori in cui intende consolidare la leadership. La Mash rappresenta un’area di forte bisogno clinico: interessa circa il 5-7% della popolazione adulta mondiale, con un’alta incidenza di comorbilità come obesità e diabete. Senza trattamento, può evolvere in cirrosi, insufficienza epatica o carcinoma epatocellulare.
Il successo dell’operazione dipenderà dall’esito degli studi clinici avanzati e dall’approvazione delle autorità regolatorie. Se confermati efficacia e sicurezza, pegozafermin potrebbe generare vendite significative, giustificando i Contingent Value Rights previsti nell’accordo.