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Novartis Italia investe oltre 150 milioni nella ricerca: spinta all’innovazione per la salute del futuro

10 luglio 2025

Novartis Italia rilancia il suo impegno nella ricerca e sviluppo annunciando un investimento di oltre 150 milioni di euro entro il 2028 per potenziare l’innovazione tecnologica al servizio della salute. La cifra comprende 40 milioni dedicati alla ricerca italiana e 1 milione alla ricerca indipendente, con l’obiettivo di rafforzare le evidenze cliniche e accelerare l’accesso a terapie sempre più avanzate.

L’azienda punterà su piattaforme tecnologiche d’avanguardia, come terapie cellulari e geniche, radioligandi e xRNA, affiancandole a quelle già consolidate nella sintesi chimica e biologica. L’impegno si concentrerà su ambiti ad alto bisogno terapeutico insoddisfatto, tra cui malattie cardio-renali e metaboliche, immunologia, neuroscienze e oncologia.

L’annuncio è stato al centro dell’evento “Sound of Science”, tenutosi il 4 luglio a Milano, nella sede di Palazzo Lombardia, che ha visto la partecipazione di istituzioni, medici, ricercatori e stakeholder, per discutere il futuro della ricerca in Italia. L’iniziativa si inserisce in un contesto europeo critico: negli ultimi cinque anni l’Europa ha perso il 25% degli investimenti R&S nel farmaceutico, mentre la Cina è cresciuta di 30 punti. Un trend che rischia di penalizzare pazienti e competitività.

«L’Italia ha tutte le carte in regola per diventare un punto di riferimento globale nella ricerca biomedica, ma servono investimenti, governance e nuove competenze», ha affermato Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni. Dello stesso avviso Alessandro Fermi, assessore lombardo all’Università e Ricerca: «Tecnologie e talenti sono asset fondamentali per rafforzare la nostra eccellenza».

Nel 2024 Novartis ha promosso circa 200 studi clinici coinvolgendo oltre 2.300 pazienti in più di mille centri italiani. Ogni anno l’azienda investe circa 55 milioni di euro nel nostro Paese, dove sono attivi due hub strategici a Ivrea e Torre Annunziata. E se l’Italia è cresciuta del 35% nelle richieste di brevetti farmaceutici in cinque anni, resta però 18ª in Europa per investimenti totali in ricerca.

Un dato che preoccupa anche i giovani: secondo l’indagine “Scienza e Salute: la voce dei giovani”, il 73% degli under 40 è convinto che nei prossimi 5 anni si potrà curare una malattia oggi incurabile. Tuttavia, 7 su 10 temono un peggioramento della salute a causa delle difficoltà di accesso a cure e prevenzione.

Per il 55,2% dei giovani italiani, la burocrazia è il principale ostacolo alla ricerca, seguita dalla scarsa digitalizzazione. Proprio l’ascolto delle nuove generazioni è uno dei pilastri del progetto “Partner per il Futuro”, lanciato da Novartis nel 2023 per costruire un Servizio Sanitario più sostenibile e innovativo.

«Crediamo nelle potenzialità del nostro Paese – ha dichiarato Valentino Confalone, AD di Novartis Italia – ma serve un cambio di passo. Superare le barriere burocratiche e creare un modello integrato basato su dati e percorsi di cura è essenziale per garantire l’accesso tempestivo all’innovazione e far crescere l’intero ecosistema salute».

Con oltre 30 collaborazioni strategiche siglate negli ultimi due anni e 14 nuove molecole in fase di lettura clinica, Novartis punta a trasformare la ricerca in valore concreto per i pazienti italiani. E, attraverso eventi come Sound of Science, invita tutto il sistema a fare squadra per non perdere la corsa globale all’innovazione sanitaria.


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