In un’epoca segnata da crisi simultanee — economiche, geopolitiche, ambientali e competitive — il ruolo del CEO si è trasformato radicalmente. La crescente complessità e la velocità del cambiamento globale impongono nuove forme di guida aziendale. In questo scenario, il modello di co-CEO emerge come una possibile risposta alle sfide contemporanee.
L’analisi proposta da Management Pl@net – The Healtcare Magazine di KeyPartners offre un quadro dettagliato della leadership C-level in Italia nel comparto pharma, healthcare e lifescience.
Co-CEO: una leadership non convenzionale
Il co-CEO non è semplicemente una doppia firma in organigramma, ma una filosofia di governance. Si tratta di una modalità che, per essere efficace, deve permeare l’intera organizzazione: favorire il confronto tra visioni differenti, condividere le responsabilità e valorizzare competenze complementari. Un approccio che può risultare particolarmente utile in situazioni di transizione, in contesti post-fusione o all’interno di aziende familiari guidate da più generazioni.
Sebbene nel settore farmaceutico italiano sia ancora un’eccezione, esistono esempi significativi come Dompé, dove Nathalie Dompé ricopre il ruolo di co-CEO.
Anche se ancora non molto diffuso, il modello merita attenzione da parte dei board, soprattutto in ottica di trasformazione organizzativa.
Big Pharma e compensi: chi guida davvero il settore
Un altro tema cruciale riguarda i compensi dei CEO delle Big Pharma quotate al NYSE. Nel 2023, il più pagato è stato Joaquin Duato (Johnson & Johnson) con 28,4 milioni di dollari, seguito da David Ricks (Eli Lilly) e Richard Francis (Teva). Il primo CEO europeo in classifica è Pascal Soriot (AstraZeneca), all’ottavo posto con 21,3 milioni di dollari.
Ma il dato più rilevante è un altro: solo una donna, Reshma Kewalramani (Vertex), compare nella top 10. La questione della diversità di genere ai vertici resta quindi centrale e ancora irrisolta, nonostante l’aumento della sensibilità sul tema.
Il mondo C-level nel pharma è in piena evoluzione. Tra modelli alternativi come il co-CEO e un'attenzione crescente ai temi della governance e dell’equità, le imprese sono chiamate a ripensare la leadership in funzione delle nuove sfide.
Il futuro? Potrebbe passare proprio da una guida meno individuale e più condivisa.
