Emergenza personale sanitario: farmacisti, medici e infermieri europei lanciano un appello congiunto a Bruxelles
Le principali organizzazioni europee che rappresentano farmacisti (PGEU), medici (CPME) e infermieri (EFN) uniscono le forze per lanciare un allarme comune sulla crescente carenza di personale sanitario in Europa. In una dichiarazione congiunta indirizzata alle istituzioni europee e ai governi nazionali, chiedono interventi immediati per rafforzare il sistema sanitario attraverso azioni concrete su tre assi strategici: Reclutamento, Retention (fidelizzazione) e Resilienza.
Le tre sigle, che rappresentano oltre 5 milioni di professionisti, sottolineano come la crisi del personale sanitario, aggravata dalla pandemia, stia portando a un progressivo abbandono della professione da parte di operatori sempre più stanchi, sottopagati e spesso non tutelati. “Prendersi cura di chi si prende cura” – si legge nel documento – deve diventare una priorità assoluta per l’Europa.
Tra le richieste chiave, vi sono una retribuzione equa, migliori condizioni di lavoro e vita, e investimenti mirati nelle zone rurali e svantaggiate, per evitare che si trasformino in “deserti sanitari”.
Tre direttrici per invertire la rotta
1. Reclutamento
Le organizzazioni chiedono di mantenere elevati standard formativi, opponendosi fermamente a scorciatoie che abbasserebbero il livello della preparazione pur di far fronte alla carenza. Formazione di qualità, tutoraggi efficaci e una transizione fluida dal percorso accademico al mondo del lavoro sono elementi fondamentali per attrarre nuovi professionisti.
2. Retention
Il documento denuncia le condizioni lavorative insostenibili che spingono tanti a lasciare il settore: orari e turni massacranti, retribuzioni non proporzionate alle responsabilità, e mancanza di percorsi di crescita. Viene chiesto un controllo rigoroso sull'applicazione delle direttive europee sull'orario di lavoro, oltre a politiche salariali più eque e a una maggiore attenzione al benessere psicologico e fisico degli operatori.
3. Resilienza
Le sigle richiamano l'attenzione sulla necessità di ripensare i Piani nazionali di ripresa e resilienza, oggi spesso poco focalizzati sul tema del personale sanitario. Si propone un potenziamento del Recovery and Resilience Facility (RRF) e l’utilizzo dei fondi di coesione sociale per sostenere l’occupazione sanitaria nei territori più fragili.
Il messaggio è chiaro: “Nessun sistema sanitario può funzionare senza chi lo fa vivere ogni giorno.” Le organizzazioni firmatarie chiedono una risposta politica all’altezza, per garantire il diritto alla salute dei cittadini europei e la dignità dei professionisti della salute. L’Europa, concludono, deve agire ora per evitare una crisi irreversibile.