Eli Lilly ha annunciato l’acquisizione della biotech statunitense Verve Therapeutics in un accordo dal valore complessivo fino a 1,3 miliardi di dollari, rafforzando così la sua presenza nel settore emergente dell’editing genetico. L’intesa prevede un pagamento iniziale di circa un miliardo di dollari e ulteriori 300 milioni subordinati al raggiungimento di determinati obiettivi clinici.
Secondo i termini dell’accordo, Lilly pagherà 10,5 dollari per azione, con un premio del 67,5% rispetto al prezzo di chiusura precedente. La notizia ha fatto impennare le azioni Verve, che hanno registrato un aumento del 75% nelle contrattazioni successive.
Lilly e Verve collaboravano già nello sviluppo di terapie genetiche “una tantum” per ridurre il colesterolo nei pazienti con malattie cardiovascolari. Verve è nota per l’uso del base editing, una tecnica di modifica genetica di nuova generazione che consente di correggere specifiche lettere del DNA senza tagliarlo. Il principale candidato terapeutico dell’azienda, VERVE-102, prende di mira il gene PCSK9, fortemente associato ai livelli di colesterolo e alla salute del cuore, e si trova attualmente in fase iniziale di sperimentazione clinica.
L’operazione segna un passo strategico per Eli Lilly, che punta a diversificare la propria pipeline oltre i settori core di diabete e obesità. Per gli analisti, si tratta di un chiaro segnale di fiducia verso il futuro dell’editing genetico, nonostante le perplessità che ancora permangono sull’effettiva necessità di nuove terapie in quest’area terapeutica.
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