Come l’intelligenza artificiale e la digital health possono affrontare le future sfide del Sistema Sanitario Nazionale

 

La lettura dei dati sanitari tramite l’intelligenza artificiale può essere una possibile soluzione per molte sfide, come ad esempio la gestione dei pazienti cronici e degli anziani. Tuttavia, l’utilizzo di questa tecnologia non è privo di rischi e richiede una regolamentazione accurata. Questo tema è stato affrontato durante un convegno tenutosi presso il ministero della Salute dal titolo “Digital health by design. Dati e intelligenza artificiale”, promosso e organizzato dall’associazione Culture.

Durante l’evento, il ministro Orazio Schillaci ha sottolineato l’importanza della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale nel sistema di raccolta e analisi dei dati sanitari, che sono fondamentali per una programmazione sanitaria efficace, la promozione della ricerca e la prevenzione delle malattie. In questo contesto, la collaborazione tra le istituzioni è essenziale per definire nuovi modelli di servizio e stabilire linee guida chiare per l’utilizzo dei dati sanitari e la progettazione di algoritmi di intelligenza artificiale.

Domenico Mantoan, direttore generale dell’Agenas, durante il confronto che ha coinvolto istituzioni e imprese del settore, ha dichiarato: “Siamo pronti a identificare il soggetto che ci aiuti a costruire gli algoritmi di intelligenza artificiale che permettano al medico di medicina generale di curare meglio i propri pazienti. Ci sono però dei problemi normativi”.

Mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la vita ha affermato: “La relazione umana è cruciale, non possiamo saltarla. La macchina è senza cuore e pure senza cervello. La macchina non ha emozioni, non trasmette la ricchezza e la complessità del corpo umano in tutta la sua relazionalità. Gli strumenti tecnologici sono potentissimi ma non possono prendere la relazione dei sentimenti che sono proprio dell’umano”.

Guarda le interviste complete su Sanità33