3 Dicembre, Giornata Internazionale dei Diritti delle Persone con Disabilità. Jointly indaga il contesto

 

Le aziende italiane mostrano ancora una limitata strutturazione nell’affrontare l’inclusione delle persone con disabilità, con solo il 30% di esse dotate di una funzione dedicata al supporto di questi lavoratori, secondo uno studio realizzato da Jointly, la prima B Corp® in Italia nel settore del Corporate Wellbeing. Il sondaggio, che coinvolge 88 aziende di medie e grandi dimensioni, rivela che il 42% delle aziende intervistate ha una qualche forma di disabilità rappresentata tra i propri dipendenti. Solo il 6% delle aziende ammette di ricorrere al pagamento di sanzioni per la mancata assunzione di questa categoria di lavoratori.

Nel campione, le forme di disabilità più comuni sono fisiche (42%), viscerale (40%), sensoriale (33%), multipla (25%), intellettiva (20%) e mentale (20%). Le aree di impiego più comuni per queste persone sono i servizi generali e di facility management (26%), l’amministrazione e le finanze (23%), i servizi informatici (18%), le risorse umane (18%) e le vendite (8%).

Nonostante la presenza di queste categorie di lavoratori, molte aziende risultano poco strutturate nell’affrontare l’inclusione, con solo l’8% che ricorre ai fondi dedicati a livello regionale e ministeriale. Le forme di supporto più utilizzate includono convenzioni e tirocini concordati (30%), il collocamento mirato attraverso i Centri per l’impiego (40%), e lo smart working (41%).

Per quanto riguarda la gestione della disabilità in azienda, emerge che:

  • Un terzo delle aziende adotta un approccio “burocratico” nel reclutamento delle persone con disabilità, attenendosi agli obblighi di legge e stipulando convenzioni con cooperative o enti specializzati nella somministrazione di lavoro a questa categoria di collaboratori.
  • Il 35% delle aziende sceglie di occuparsi direttamente della selezione dei candidati con disabilità, basandosi sulle loro competenze, mentre il 30% gestisce internamente gli aspetti legati all’assunzione di persone con disabilità.
  • Si sottolinea che l’inserimento da solo non è sufficiente: affinché le persone con disabilità possano esprimere appieno il proprio potenziale lavorativo, è necessario che l’intera organizzazione, in particolare i team in cui vengono inserite, sia impegnata e formata adeguatamente.
  • Attualmente, il 23% delle aziende ha istituito campagne di comunicazione interna e momenti di sensibilizzazione per promuovere la collaborazione tra colleghi, mentre solo il 12% ha definito un Manifesto sul Diversity Management.
  • L’impegno in questa direzione è valorizzato nei bilanci di sostenibilità, con il 21% delle aziende che lo rendiconta. In alcuni casi (16%), l’impegno si estende alla definizione di percorsi di carriera calibrati sulle competenze delle persone con disabilità.
  • Più di un’azienda su tre (33%) dichiara l’intenzione di investire maggiormente in campagne di comunicazione interna e incontri di formazione per dipendenti e manager, al fine di supportare in modo più efficace l’inclusione di lavoratori con disabilità.

 

 

Anna Zattoni, presidente e co-founder di Jointly ha commentato:” I risultati del sondaggio evidenziano ancora molte difficoltà da parte delle aziende nell’engagement, così come nella gestione e nella valorizzazione del lavoro delle persone con disabilità e la necessità di poter contare sul supporto di servizi e soluzioni in grado di garantire la totale inclusione di questa tipologia di lavoratori. Siamo convinti che anche il welfare possa fare la sua parte in questo, puntando sulla sua funzione sociale e su soluzioni di corporate wellbeing in grado di aiutare le aziende nella formazione e nella valorizzazione del contributo del personale con disabilità, oltre che mettendo a disposizione strumenti in grado di garantire loro la possibilità di usufruire di un’offerta di welfare dedicata”.

Tra le priorità indicate dalle aziende per assicurare un’inclusione ottimale delle persone con disabilità, emerge l’importanza di garantire l’accessibilità non solo delle sedi fisiche, attraverso l’eliminazione delle barriere architettoniche, ma anche degli strumenti e dei materiali di lavoro. Questo può includere l’implementazione di dispositivi di sottotitolazione o trascrizione per rendere accessibile ciò che viene comunicato. Parallelamente, si sottolinea la rilevanza di intervenire sul clima aziendale, sensibilizzando e formando colleghi e manager affinché valorizzino le competenze delle persone con disabilità.